Uno spazio dentro al cuore

Arrivano nelle nostre case, vivranno insieme a noi un mese della loro e della nostra vita. Ogni famiglia che accoglierà un bambino ha preparato con gioia un letto,ha adeguato la casa e l’organizzazione della vita della famiglia a quelli che potranno essere i bisogni del piccolo ospite…

Ma soprattutto ogni famiglia, ogni persona, ha fatto spazio dentro di sé per accogliere una nuova persona. Ha liberato dagli impegni e dagli affanni un pezzettino del proprio cuore, per lasciare che possa entrarvi un bambino di Cernobyl.

Questi bambini sono la testimonianza concreta della catastrofe nucleare, ricordano a noi ed al mondo intero che esistono valori, quali la Salute e L’Ambiente, più importanti di ogni progetto, pur necessario, di sviluppo economico.

E’ un piacere prendersi cura di questi bambini, pensare alla felicità che si porta alle loro famiglie col semplice dono di un mese di vacanza. Il gesto di solidarietà che compiamo è rivolto anche ai loro genitori, spesso nostri coetanei, con la nostra stessa aspirazione di vita serena, che hanno vissuto l’esperienza devastante dell’esplosione della centrale e la lacerante necessità di continuare a vivere su un territorio contaminato dalla radioattività, un veleno subdolo perché invisibile.

Il loro grande problema, il problema che vogliamo condividere con loro nella fraternità, è il futuro dei loro figli, su cui grava l’ipoteca dell’avvelenamento nucleare. E il mese di “risanamento” dona spazio alla speranza. Finito il mese di soggiorno i bambini tornano alle loro famiglie, pian piano lo spazio che avevamo creato dentro il nostro cuore si chiede. Ma non del tutto.